Ruth Orkin

Ruth Orkin

Ruth Orkin fu una fotogiornalista e regista di grande talento, vincitrice di numerosi premi. Unica figlia di Mary Ruby, attrice di cinema muto, e Samuel Orkin, produttore di barchette giocattolo denominate Orkin Craft, Ruth crebbe nella Hollywood effervescente degli anni '20 e '30. All'età di dieci anni, ricevette in regalo la sua prima macchina fotografica, una Univex da 39 centesimi, con la quale iniziò a catturare immagini dei suoi amici e insegnanti a scuola. A soli 17 anni intraprese un memorabile viaggio in bicicletta dagli Stati Uniti, da Los Angeles a New York, per visitare l'Esposizione Universale del 1939, documentando il viaggio con la sua macchina fotografica.

Nel 1943, Orkin si trasferì a New York, dove lavorò come fotografa nei night club e scattò foto di neonati di giorno, al fine di risparmiare abbastanza per acquistare la sua prima macchina fotografica professionale. Durante gli anni '40, lavorò per le più importanti riviste dell'epoca e trascorse le estati a Tanglewood per fotografare le prove. Qui ritrasse alcuni dei più grandi musicisti del periodo, tra cui Leonard Bernstein, Isaac Stern, Aaron Copland, Jascha Heifitz, Serge Koussevitzky e molti altri.

Nel 1951, la rivista LIFE la inviò in Israele con la Filarmonica Israeliana. Successivamente, Orkin si recò in Italia, dove a Firenze incontrò Nina Lee Craig, una studentessa d'arte americana che divenne il soggetto della famosa fotografia "American Girl in Italy". Quest'opera era parte di una serie intitolata "Non Avere Paura di Viaggiare da Sola", che documentava le esperienze di donne che viaggiavano sole in Europa nel dopoguerra.

Al suo ritorno a New York, Orkin sposò il fotografo e regista Morris Engel. Insieme realizzarono due lungometraggi, incluso il celebre "Little Fugitive", nominato agli Academy Award nel 1953. Dall'appartamento newyorkese con vista su Central Park, Orkin immortalò maratone, parate, concerti, manifestazioni e la bellezza delle stagioni che si alternavano. Queste fotografie divennero il soggetto di due libri molto apprezzati, "A World Through My Window" e "More Pictures From My Window". Dopo una lunga battaglia contro il cancro, Orkin morì nel suo appartamento, circondata dal suo straordinario lascito fotografico e dalla vista di Central Park.

Le macchine fotografiche di Ruth Orkin

Nel corso della sua carriera, Ruth utilizzò diverse macchine fotografiche per documentare il mondo che la circondava. Ricevette la sua prima Univex da 39 centesimi all'età di dieci anni, una macchina compatta pieghevole che la spinse a realizzare i primi ritratti di una lunga serie. A quattordici anni passò a una Baby Brownie da un dollaro, ma fu solo a sedici anni che acquistò la sua prima macchina fotografica 'seria', una Pilot 6 Reflex Monobiettivo medio formato, pagata ben 16 dollari! Con questa macchina, documentò il suo viaggio in bicicletta attraverso gli Stati Uniti e i suoi primi ritratti. In seguito, passò a una 35 mm, utilizzando diversi modelli, tra cui una Kodak Instamatic e una Nikon F, prediligendo però formati di pellicola più piccoli per la maggior parte della sua carriera.

Mostra Ruth Orkin

L'ultima mostra dedicata a Ruth Orkin in Italia si è svolta alle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino nel 2023. La mostra antologica, intitolata "Ruth Orkin. Una nuova scoperta", è stata un evento di grande importanza nel panorama artistico italiano, rappresentando la più ampia esposizione mai organizzata in Italia per celebrare l'opera della fotografa americana. Nata a Boston nel 1921 e scomparsa a New York nel 1985, Ruth Orkin si distinse come una delle figure più rilevanti nella fotografia del XX secolo, in particolare tra il 1939 e la fine degli anni Sessanta.

Questa mostra straordinaria ha esposto centocinquantasei fotografie, la maggior parte delle quali originali, offrendo un percorso che ripercorre la carriera e l'evoluzione artistica di Orkin. Tra le opere esposte figurano alcuni dei suoi lavori più significativi e influenti, come "VE-Day", "Jimmy racconta una storia", e l'iconica "American Girl in Italy". La mostra ha inoltre presentato ritratti di personalità di spicco, tra cui Robert Capa, Albert Einstein, Marlon Brando, Orson Welles, Lauren Bacall, Vittorio De Sica e Woody Allen, testimonianza della sua abilità nel catturare l'essenza di figure celebri.

Secondo Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali, la mostra ha offerto una riflessione attenta sulle peculiarità che hanno permesso a Orkin di emergere nel panorama della fotografia mondiale. In un'epoca in cui l'affermazione di genere era ancora una conquista lontana, soprattutto nel campo artistico, l'opera di Ruth Orkin rappresenta una testimonianza significativa di talento e determinazione femminili, e la mostra ha fornito un'opportunità unica per apprezzare appieno la sua eccezionale contribuzione alla storia della fotografia.